DXYUS Dollar Index
Tutta la macro della settimana, in un verdetto e due scenari — clima della settimana.
Scenario principale (continuazione rialzo): se PPI conferma il quadro attuale, essendo anticipatore del CPI futuro, un dato più caldo del previsto rafforza le attese di una Fed più aggressiva sui tassi: tendenzialmente dollaro forte, con un canale però più indiretto rispetto al CPI stesso.
Scenario alternativo (inversione ribassista): se PPI sorprende in senso opposto, un dato più freddo del previsto anticipa un possibile raffreddamento del CPI nei mesi successivi, tendenzialmente dollaro più debole.
Sintesi di sentiment e momentum a scopo informativo, non consiglio finanziario né segnale di trading. Nessuna percentuale qui rappresenta una probabilità di prezzo: il mercato può aver già prezzato questi eventi e le reazioni reali dipendono dal posizionamento e dal contesto. La barra misura solo l'intensità e la direzione del segnale combinato.
Registro dati
356 rilasciReport luglio 2026. In linea con le attese, +0.1% m/m. Core CPI 2.5% y/y. Ha abbassato ulteriormente le probabilità di rialzo a settembre.
Report luglio 2026. Forte miss, mercato ha letto come dovish per la Fed. Revisioni al ribasso di maggio/giugno per -103K combinati.
Prossimi eventi
- In discesa da 2 rilasci consecutivi (ora 4.7%).
- Tono Fed dalle notizie recenti: orientamento restrittivo (falco) (segnale presente ma non unanime).
- Segnali in conflitto: il tono Fed generale dalle notizie recenti non concorda con la lettura specifica di questo indicatore — la confidenza resta bassa nonostante il canale causale.
- Il PPI è anche un indicatore anticipatore del CPI futuro: i costi alla produzione si scaricano sui prezzi al consumo con un certo ritardo — un canale aggiuntivo, più indiretto, che si somma a quello diretto sulle attese Fed.
Lettura basata su pattern storici, non una previsione garantita — i dati macro possono sorprendere in entrambe le direzioni.
Essendo anticipatore del CPI futuro, un dato più caldo del previsto rafforza le attese di una Fed più aggressiva sui tassi: tendenzialmente dollaro forte, con un canale però più indiretto rispetto al CPI stesso.
Un dato più freddo del previsto anticipa un possibile raffreddamento del CPI nei mesi successivi, tendenzialmente dollaro più debole.